Punti nascita. La coalizione del centrosinistra impone disservizi ai territori periferici

La decisione presa dalla Giunta Provinciale allo scadere della scorsa legislatura ha determinato un disservizio alle famiglie ed è per questa ragione che si vuole sensibilizzare l’opinione pubblica. Gli attivisti del Meetup Alto Garda e Ledro 5 Stelle hanno avviato la raccolta firme per stimolare un dibattito politico serio ed informato sul depotenziamento dei punti nascite nei territori periferici nell’interesse di tutta la cittadinanza.

Nel caso di specie, la Giunta Provinciale ha approvato il Piano di Miglioramento triennale dell’Azienda Sanitaria nel quale si prevede un declassamento dei punti nascita periferici di Arco, Cavalese, Cles e Tione. La nuova programmazione prevede infatti che in tali strutture si possano espletare solo parti fisiologici in esiti di gravidanze fisiologiche con il chiaro intento di convogliare il grosso delle nascite negli ospedali di Trento e Rovereto. Da una parte, le conseguenze di tale decisione sono certe per quanto riguarda la riduzione dell’operatività dei centri periferici. Dall’altra, sono discutibili in termini di sicurezza poiché non si comprende come una simile soluzione possa incidere sui tassi di morbosità e mortalità materna e neonatale, già peraltro a livelli di eccellenza.

La petizione è rivolta in particolare all’assessore alla Sanità Borgonovo Re, la quale, fino a prova contraria, è l’assessore di tutti i cittadini e non solo degli affigliati alla coalizione di centrosinistra. L’unità di ostetricia e ginecologia di Arco garantisce i 500 parti annuali ed è quindi perfettamente in linea con i parametri sanitari riconosciuti a livello internazionale. Per migliorare la sicurezza si potrebbe iniziare semplicemente garantendo un pediatria 24 ore su 24 e poi discutere degli altri miglioramenti per rendere il centro ancora più funzionale.

La qualità è soprattutto garantire a tutti i cittadini la possibilità di accedere con modalità ed in tempi ragionevoli ai servizi essenziali. Non ci bastano gli slogan da campagna elettorale. Ci aspettiamo risposte concrete.

Comunicato trasmesso alla stampa il 29 gennaio 2014

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