Anomalie del bando di gara per la concessione dei locali del Caffè Trentino di Arco

Venerdì 9 maggio alle 10.00 si terrà la seduta di gara pubblica per l’aggiudicazione, con il criterio del massimo rialzo sull’importo a base d’asta di € 42.000,00, dei locali occupati attualmente dal Caffè Trentino, situati all’interno del Palazzo Municipale di Arco in piazza III Novembre e di proprietà del Comune.

È doveroso per noi pentastellati sottoporre all’attenzione dell’opinione pubblica alcuni aspetti che ci lasciano perplessi di fronte ad un procedimento come il bando pubblico, che dovrebbe garantire al massimo la trasparenza e l’equità tra i partecipanti.
Abbiamo infatti riscontrato alcune incongruenze con il principio di parità di trattamento, rispetto al bando stesso, che secondo noi possono essere fonte di illegittimità della gara e potrebbero essere causa di ricorso al T.A.R. da parte dei partecipanti esclusi, sempre che ve ne siano.

Un primo punto da segnalare è il diritto di prelazione che l’attuale conduttore potrà esercitare, a parità di condizioni, sull’offerta che si sarà aggiudicata provvisoriamente l’asta. Il Comune, infatti, avrà tempo fino a 40 giorni per notificare tale offerta all’attuale occupante degli spazi, il quale potrà esercitare il suo diritto di prelazione entro 30 giorni dal ricevimento della notifica, senza aver partecipato alla gara.

Secondo la sentenza del T.A.R. di Venezia n. 904 del 29/06/2012 “poiché la concessione di un’area demaniale richiede una procedura competitiva ispirata ai principi di derivazione comunitaria, i quali impongono che il sistema di scelta del contraente rispetti i principi di parità di trattamento, di non discriminazione e di trasparenza, è incompatibile con tali principi il riconoscimento di un diritto di prelazione in favore di un precedente concessionario.”

In aggiunta nel bando di gara è prevista una clausola che impone all’aggiudicatario il pagamento di € 59.946,12 equivalenti al compenso che il Comune di Arco dovrà corrispondere all’attuale conduttore per la perdita dell’avviamento. Tale importo non è evidentemente previsto in caso di aggiudicazione a favore dello stesso.

I portavoce del MoVimento 5 Stelle di Arco, nel nutrire forti dubbi sull’equità e di questa gara, ritengono che non siano garantiti i principi di parità di trattamento e tutela della concorrenza, al punto da credere che con molta probabilità l’asta andrà deserta.
L’auspicio del M5S è che i bandi pubblici garantiscano sempre a tutti i partecipanti le stesse possibilità di aggiudicarsi un’asta. Il fatto che venga stabilito un diritto di prelazione e l’obbligo di corresponsione di un indennizzo a favore dell’attuale conduttore, rendono, specialmente in un periodo di forte crisi come questo, quasi impossibile il cambio di conduzione.

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