Prada risponde a Mosaner sulla Miralago

Il filosofo tedesco Schopenhauer nel suo libro postumo “L’arte di ottenere ragione”, elenca 38 modi e metodi per fare bella figura in un dibattito, attraverso la retorica e le fallacie, a prescindere dalla verità o falsità di quanto si sostiene. Uno dei modi è quello di squalificare l’opponente, deviando il fuoco dell’attenzione ed utilizzando illazioni e mezze verità.

Il candidato sindaco per il M5S Flavio Prada pensa di non entrare in questo gioco. Pensa di non voler mai squalificare l’attuale sindaco Mosaner, anche perché ritiene che Mosaner sia un campione, imbattibile in termini di retorica e fallacie logiche.

Uno degli argomenti del Sindaco utilizzato per gettare discredito sul candidato 5 stelle, è quello della poca conoscenza riguardo ai problemi della città, in particolar modo all’iter Miralago. Sono affermazioni insostenibili, visto che Mosaner non ha strumenti di misurazione della conoscenza del candidato Prada. Certo è che tante azioni dell’attuale amministrazione risultano di fatto sconosciute a gran parte della popolazione e Prada non è altro che un semplice cittadino di Riva del Garda che, negli ultimi anni, subisce le scelte imposte dall’alto senza aver un canale effettivo di espressione di volontà. Quello che arriva ai semplici cittadini sono perlopiù notizie di decisioni prese ed irreversibili.

In ogni caso, Prada si trova d’accordo su un punto e sottolinea che è di fondamentale importanza fare una retrospettiva storica degli ultimi 15 anni per capire dove le ultime amministrazioni ci hanno portato. Questo può aiutarci a capire, per deduzione logica, dove ci potrebbe condurre un’altra amministrazione Mosaner. Negli ultimi 15 anni sono stati costruiti migliaia di metri cubici di nuove costruzioni, una colata di cemento infinita; è stato costruito il parcheggio “Monte horror” (Monte Oro); la piazza delle terme romane; l’ecomostro della Cartiera del Garda; opere inutili e sprechi. Come se non bastasse, la corte dei conti segnala i bilanci in rosso delle partecipate; la desertificazione culturale dilaga; aumenta il disagio sociale; i giovani non hanno più ispirazione o motivazione e chi più ne ha più ne metta.

Tornando alla Miralago: l’irritabile sindaco uscente si attacca sugli specchi cercando di nascondere il gigantesco flop di quella che lui chiama partecipazione. 30 contributi su 50000 abitanti della Busa sono indubbiamente un po’ pochini anche alla luce delle varie possibilità di accesso. È evidente che il problema è un altro e cioè la scarsità di contenuti dell’iniziativa e l’esclusione di qualsiasi reale possibilità di intervento per i comuni cittadini. Il sindaco uscente appioppa ad altri presunte brutte figure senza rendersi conto che l’unica enorme brutta figura è proprio la sua e quella di tutte le precedenti amministrazioni di centro sinistra. Sulla Miralago il loro unico risultato è uno zero assoluto ed i risultati si vedono chiaramente nello stato di abbandono del parco. Per aumentare la fruibilità del compendio basterebbe installare dei semplici ponticelli sul Varone per accedere dal parco dell’Ora mentre ad est basterebbe aprire un paio di ingressi all’altezza del parcheggio del campo sportivo.

Inoltre, Prada considera la cosiddetta “consultazione” un’operazione inutile in quanto è possibile votare solo alcune frasi generiche e quasi prive di utilità pratica. La procedura è poi “teleguidata” perché gli argomenti sono rigidi e prefissati ed il cittadino non può proporre nuove idee e soluzioni alternative strutturate, né può esprimere la sua volontà con un voto chiaro. Per Prada è necessario non fare confusione tra “partecipazione” e “consultazione”. Con la partecipazione i cittadini hanno un ruolo attivo sia nel proporre ma anche e soprattutto nel decidere. Con la semplice consultazione i cittadini sono solo ascoltati ma alla fine le decisioni vengono prese da altri. Magari al chiuso dei salotti buoni. Il M5S chiede la partecipazione della cittadinanza in tutte le decisioni importanti e che le scelte sul destino della Miralago vengano prese con i cittadini durante tutto il percorso decisionale e non solo alla fine mettendo la popolazione di fronte al fatto compiuto.

Mosaner ha proprio ragione quando dice “il Comune non ha gestito nulla” infatti le scelte sono state delegate a entità esterne che hanno fatto quello che volevano come ad esempio nel concorso di idee della Lido con il risultato che il bando era in più punti in evidente contraddizione con la delibera del consiglio comunale. E su questo punto specifico l’irritabile Mosaner non ha dato risposta ai cittadini. Dovrebbe forse pensare un po’ di più alla Lido che evidentemente fa quello che gli pare anche se è una controllata del Comune. Chi controlla l’operato di questa società che ha pure un bilancio in perdita? Saranno sempre i cittadini a pagare questi debiti?

Mosaner si mostra preoccupato perché secondo lui la partecipazione è di “difficilissima realizzazione”. In realtà la partecipazione è un problema solo per chi non è abituato a praticarla tanto è vero che è adottata in tutti gli stati più avanzati, liberi e democratici. L’Italia è l’unico paese industrializzato dell’Europa a non Il M5S chiede sempre ai propri iscritti di esprimersi on-line sulle decisioni più importanti. Non ci risulta che il Pd o qualsiasi altro partito faccia altrettanto. 

Comunque sia, al di là di ogni tentativo di deviare l’attenzione del dibattito sulla Fascia Lago, il candidato Prada fa due domande a Mosaner: esistono elementi oggettivi per misurare che la maggioranza della popolazione di Riva è consapevole di quanto si pretenda costruire nella Fascia Lago? Questa maggioranza di popolazione è favorevole alla distruzione del verde a discapito di nuove costruzioni?

Come ultima nota, Prada ricorda che lui è un portavoce di un gruppo che non segue la logica del dibattito politico attuale. Proponiamo, appunto, un cambiamento culturale nel fare politica e nel percepire la realtà che ci circonda. In questo contesto, i nostri tempi di risposta non sono affatto dimostrazione di inefficienza. La nostra logica non è quella della retorica vuota, della fretta o del confronto sterile. Parliamo di temi e di idee, di proposte e di progetti e per fare questo non serve la fretta, tutt’altro. Inoltre, non abbiamo un ufficio stampa né tantomeno siamo politici di professione che hanno sempre la risposta pronta a tutto ma nessuna soluzione reale ai problemi veri.

Flavio Prada
Candidato Sindaco M5S per Riva del Garda

Trasmesso alla stampa il 09 marzo 2015

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