Le mani sulle aree agricole di pregio

Assistiamo al preoccupante fenomeno della alienazione di aree agricole, anche di pregio, nel territorio di Arco da parte di agricoltori a favore di società a responsabilità limitata.
Nella maggior parte dei casi ciò si verifica in zone dove viene ipotizzata nuova espansione urbanistica.
Alcuni esempi: sul lato sud di via S. Andrea una vasta area, classificata agricola di pregio di oltre 16000 mq compresa tra Penny Market e il nuovo complesso commerciale, risulta ora di proprietà di ZARCO srl. Sul lato opposto della stessa strada verso via S. Caterina, nell’unico spazio verde intercluso tra le costruzioni, un’area agricola sempre di pregio di quasi 14.000 mq appartiene a 3A srl. Al Cretaccio il vasto compendio agricolo circostante Villa Turrina, comprendente aree di pregio di interesse locale e a bosco, risulta intestato adesso a CRETACCIO srl. Nel tratto nord di via Passirone, ad est dell’edificio che ospita la sede della CGIL, un’area agricola di interesse locale di oltre 17.000 mq è proprietà di FAP Investments srl. Al Linfano, a sud della troticoltura, un complesso di terreni agricoli di pregio di oltre 7.000 mq è appannaggio di LINFANO srl.
Questi solo alcuni esempi. Si tratta di campagna fertile, di facile accesso, ben servita dal sistema irriguo. In una poche parole, risorse preziose per il nostro territorio. Temiamo però che l’intento delle società proprietarie dei suddetti terreni non sia quello di valorizzare la loro vocazione agricola.
Sicuramente le possibili mire speculative su terreni agricoli sono state incoraggiate dalla amministrazione di Arco che, prima in occasione della variante 14 e ora tramite la variante 15, crea le aspettative per ulteriore cementificazione. Si comprendono bene così le ragioni che spingono certi amministratori locali ad ostacolare la istituzione del Distretto Agricolo del Garda trentino, fortemente voluto dalla popolazione attraverso una legge di iniziativa popolare e che godrà di un investimento di 100.000 euro grazie all’emendamento del M5S approvato in Consiglio provinciale.
Ma servono alla nostra comunità nuovi edifici commerciali o per servizi, nuovi capannoni quando verifichiamo che parte significativa di quelli esistenti sono sotto utilizzati e quando constatiamo ormai un carico antropico sul nostro territorio che ha già superato il limite di sostenibilità?
Malgrado la recente urbanistica provinciale si ponga come obiettivo prevalente la limitazione del consumo del suolo, i nostri amministratori incuranti proseguono nella loro politica di nuova urbanizzazione.
Ribadiamo con forza che fare cassa attraverso l’urbanistica è un modo scellerato di amministrare la cosa pubblica. Di certo favorisce interessi particolari di breve periodo e coltiva rendite elettorali ma pregiudica il futuro delle nuove generazioni e peggiora la nostra attuale qualità di vita.

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