Giovanni Rullo esprime le sue considerazioni sul fondo legale istituito dal Sindaco Betta

Esprimo delle considerazione in merito all’intenzione del Sindaco Betta di istituire un fondo per la sua tutela legale valido fino a 8 anni dal termine del suo mandato, finanziato dalla rinuncia alla riduzione volontaria di 971,32 euro mensili (non 1.200 come affermato dal Sindaco) della sua indennità, ammontante a 6.938,00 euro lordi mensili, rinuncia che ricordo essere stata decisa da Betta per bilanciare, anche se solo in parte, il costo che il Comune, e quindi tutti i cittadini, devono sostenere per il rimborso delle assenze retribuite del Sindaco dall’ENAIP, scuola nella quale continua ad insegnare anche se ad orario ridotto. Per le assenze retribuite del Sindaco dall’ENAIP infatti il Comune versa allo stesso istituto una somma mensile di circa 1.700,00 euro lordi per circa 8 mesi all’anno per un totale di almeno 12.000 euro all’anno.
A questo proposito pur rispettando la scelta del Sindaco di non sospendere l’insegnamento anche negli anni che lo hanno visto e lo vedranno ricoprire il ruolo di primo cittadino di Arco ritengo sarebbe stato più opportuno chiedere aspettativa.

Ma tornando alla proposta di Betta, suscitata dall’indagine in corso sull’ex-Argentina, penso di poter interpretare correttamente lo smarrimento dei cittadini arcensi nel sentire il proprio primo cittadino preoccupato dell’eventualità di poter essere chiamato un giorno a rispondere del suo operato in sede penale, tanto da interrogarsi su come poter eventualmente affrontare le spese legali.

Molto semplicemente si potrebbe controbattere che operando nel pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti urbanistici non si dovrebbe certo temere che la magistratura decida di indagare sull’operato della propria amministrazione, né si dovrebbe temere alcunché per la propria persona.

A pensar male si potrebbe intravedere in questa proposta una leggera incrinatura nella fiducia di Betta verso i dirigenti, in particolare dell’ufficio tecnico comunale, al punto da spingerlo a tutelarsi con un fondo di accantonamento che al termine del suo mandato nel 2020 ammonterebbe a circa 46.000 euro. Ma siccome voglio vederla positivamente mi limito a plaudire alla sua volontà di destinare tale fondo a investimenti in ambito sociale, sempre che non si sia reso necessario un utilizzo; peccato solo che per poter disporre di tale somma gli arcensi dovranno attendere fino al 2028.

E’ comprensibile che l’eventualità che la magistratura possa riconoscere una qualche responsabilità nella costruzione dell’ex-Argentina in capo ad alcuni amministratori possa creare agitazione all’interno del palazzo comunale, ma proprio in considerazione dei fatti di attualità sarebbe più opportuno concentrarsi esclusivamente, in vista anche della prossima Variante 15, su come attenersi strettamente alle prescrizioni della legge urbanistica vigente, pensando meno a eventuali tutele legali personali.

Forse Betta a questo punto converrà che è più opportuno togliere i politici dalle Commissioni Edilizie, come stabilito tra l’altro da recenti sentenze, e lasciare che siano esclusivamente i tecnici esperti competenti in ambito urbanistico, architettonico, geologico ed ambientale a prendere decisioni in tale ambito.

Giovanni Rullo

Portavoce M5S nel Comune di Arco

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