Chiusura del reparto di Riabilitazione dell’Ospedale di Arco

Apprendiamo dalla stampa di un ulteriore funerale che verrà celebrato a breve in ambito sanitario nell’Alto Garda e Ledro. L’ennesima chiusura di un servizio sanitario di primaria importanza per i cittadini che contribuisce al costante e perdurante depotenziamento dell’Ospedale di Arco. Ci uniamo allo sconforto e al rammarico dei medici, degli operatori sanitari e dei pazienti del reparto di riabilitazione per tale chiusura, peraltro nell’aria già da tempo.

Se per il punto nascite e la guardia medica si è trattato di scelte provinciali, è ipotizzabile che in questo caso si sia trattato più di decisioni prese all’interno dell’Azienda ospedaliera come presa d’atto di una errata programmazione e gestione dimostrata anche dal fatto che il costo quotidiano a posto letto in questo reparto ammontava nel 2015 ad Euro 756,00, come indicato dall’Assessore Zeni in risposta ad un’interrogazione del Consigliere provinciale Giovanazzi.

Inutile ricordare che alle strutture private, come ad esempio Eremo, che forniscono di fatto un servizio pubblico al cittadino per la riabilitazione, come fosse in Ospedale, viene riconosciuto dalla Provincia, a fronte della convenzione stipulata, un importo quotidiano di Euro 237,00 a posto letto.

Stiamo parlando si di strutture private ma in convenzione e che costano quasi quattro volte meno della struttura pubblica. E’ ovvio che c’è qualcosa che non va. Delle due l’una: o la struttura pubblica non sta spendendo bene le risorse e le spreca oppure quella privata non dà un servizio paragonabile e quindi dà un disservizio. In realtà sappiamo benissimo tutti quanti, avendo avuto almeno un conoscente che abbia soggiornato in una delle strutture private presenti nella nostra cittadina (Eremo, S. Pancrazio, Villa Regina) come sia impossibile poter affermare una cosa simile.

Crediamo dunque che bene farebbero i vertici dell’Azienda ospedaliera e i dirigenti provinciali ad assumersi buona parte di responsabilità per questa ennesima sconfitta di un reparto di una struttura pubblica, che inevitabilmente visti i numeri era destinato a questa sorte, riconoscendo di fatto una incapacità di programmazione, gestione e monitoraggio dei servizi, tutte funzioni per le quali ricevono lauti stipendi.

D’altro canto però non ci risulta che i costi della riabilitazione a Villa Rose a Pergine siano più bassi e ciò nonostante l’Azienda Sanitaria Provinciale vuole centralizzare tutto in quella struttura, addirittura facendo la guerra alla casa di cura Eremo che vedrà decurtare anche quest’anno il proprio budget con una diminuzione di posti letto di circa il 30%. Siamo veramente al paradosso; si ha un’eccellenza sul territorio che a costi nettamente inferiori è in grado di contribuire all’offerta di servizi sanitari delle strutture pubbliche, contribuendo tra l’altro alla riduzione del saldo negativo della mobilità dei pazienti fuori Provincia e si decide di contrastare questa opportunità.

Siamo sempre più convinti che alla guida della Sanità trentina vi siano persone impreparate e inadeguate a svolgere compiti di cotanta responsabilità e importanza per la salute dei trentini.

 

Movimento 5 Stelle Arco

Giovanni Rullo

Lorenza Colò

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